Contemplando il piano divino della salvezza universale, attuata in Gesù Cristo e nella Chiesa, che ne continua l’opera, Brigida Postorino, secondo un particolare carisma dello Spirito Santo e l’ispirazione della SS.ma Vergine, fondò l’Istituto delle Figlie di Maria Immacolata (Cost. 1).

Il 26 aprile 1901 l’Istituto veniva dichiarato col titolo “Figlie di Maria Immacolata”, titolo che “ogni altro in desiderio avanza” (C 3/12/1914); titolo che non doveva e non deve essere un semplice appellativo di distinzione da altre istituzioni religiose, ma significare innanzitutto un “segno” di celeste predilezione e un “modello” da imitare.

La Fondatrice volle che ci chiamassimo
Figlie di Maria Immacolata 
e che, dalla Madonna, 
traessimo ispirazione e forza 
nella vita spirituale 
e una generosa dedizione 
nell’esercizio del nostro apostolato (Cost. 5).

 

La nostra vita consacrata Immacolatina 
ha il compito di favorire il primato assoluto di Dio,
di metterlo al primo posto,
subordinando tutto e tutti a Lui 
nell’amore e nel servizio. 
Contemporaneamente è chiamata 
a dare la precedenza ai valori delle beatitudini, 
vivendoli con radicalità 
e offrendone testimonianza forte e credibile agli uomini del nostro tempo, come cammino di santità. 

La “Sequela di Christi” , alla quale siamo chiamate, 
ci rende partecipi della vita intima di Cristo 
e ci impegna ad imitarlo con la professione pubblica 
dei consigli evangelici di 
Castità, Povertà e Obbedienza
(Cost. 8).

Essenziale, per vivere la nostra consacrazione religiosa, 
è la vita spirituale, 
di cui la preghiera è componente e importante. 

La preghiera dev’essere personale e comunitaria, privata e liturgica e, secondo il carisma dell’Istituto, mariana (Cost. 30).

 

Pregate, pregate assai, mie buone figlie.
La preghiera ci rende onnipotenti. 
Ma pregate con fede, pregate con grande amore, 
pregate con perseveranza.

(C. 29-11-1934)